di Federico Matrone *
La respirazione, nella pratica yoga, occupa un posto rilevante. In tutte le asana, o posizioni, tranne rare eccezioni, il praticante lascia fluire il respiro attraverso le narici. Questa è una pratica diffusa in quasi tutte le attività agonistiche e amatoriali: si pensi a chi gioca a calcio, o a chi pratica footing, oppure a chi corre in bicicletta.
Nessuno utilizza la bocca per respirare.
D’altra parte, anche a coloro che non praticano alcuna attività sportiva, la scienza medica ha sempre consigliato di respirare con il naso e non con la bocca. Perché?
I motivi sono tanti e descriverli tutti esula dalle finalità di questo articolo; tuttavia se ne indicano alcuni.
La presenza di peli e di muco nelle cavità nasali ostruisce e impedisce ai microrganismi presenti nell’aria di insinuarsi attraverso il condotto nasale nel nostro organismo, i peli svolgono una funzione parzialmente ostruttiva, mentre il muco ne svolge una di natura antibiotica.
Il muco si auto-produce nell’organismo e rappresenta un vero e proprio sbarramento verso le infezioni esterne. Pur auto-producendosi quotidianamente, esso non si rinnova totalmente a causa dei ristagni che il muco vecchio provoca nelle cavità nasali.
E’ per questo che sentiamo il bisogno di un mezzo esterno per rimuoverlo. Un’antica pratica yoga -conosciuta sotto il nome di jala neti – ci aiuta a svolgere questa operazione attraverso l’uso di un particolare strumento, chiamato lota, che immettendo acqua tiepida e leggermente salata in una narice, elimina il muco residuo e stagnante e costringe di conseguenza l’organismo stesso a riprodurne di nuovo.
Quando la pratica diventa quotidiana, si possono sperimentare una maggiore apertura nelle narici e una respirazione equilibrata da entrambi i lati.
Con il tempo (nemmeno poi tanto) si osserva una migliore respirazione ed un diminuito senso di oppressione nella parte alta del naso, con sensibili miglioramenti per chi soffre di sinusiti e riniti. Questa pratica rafforza le difese dell’organismo per prevenire attacchi come il raffreddore. Anche in caso di forte raffreddore, è utile l’uso del lota per accelerare le capacità dell’organismo a ripristinare le condizioni di salute.
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Personalmente eseguo il lavaggio nasale quotidianamente da circa 16 anni e devo dire che, superata l’iniziale ritrosia, la pratica è abbastanza semplice. Lo strumento, in vendita nei negozi specializzati, è adatto a far entrare acqua tiepida e leggermente salata in una narice e, per il solo effetto della gravità, è l’acqua stessa a scendere dall’altra narice con un flusso continuo e costante. Durante la pratica è necessario essere rilassati, non aspirare con il naso e respirare lentamente solo attraverso la bocca. Alla fine della pulizia espellere l’acqua residua, mista a muco, soffiando, con il naso, aria verso l’esterno, facendo, se necessario, uso delle mani. Anche quando non esce più acqua dal naso, continuare a espirare in maniera leggermente forzata allo scopo di eliminare ogni eccesso di umidità dalle narici. Dopo alcuni lavaggi, vi accorgerete di non aver mai respirato in questo modo.
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(*) Federico Matrone insegna yoga dal 1989 e guida gruppi di meditazione,
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è co-fondatore e presidente dell’Istituto di Yoga – Centro e Studi di Ricerca Sperimentale di Firenze
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